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MIG…Ritorno di attualità

Circolo del 53

Desidero dedicare questo scritto al Gen. Marcello CIOLLI il quale diversi anni fa mi chiese di scrivere un articoletto per il Notiziario del Circolo del 53 in merito alla mia esperienza come Uff.le di scambio con la LW. Allora non era il momento giusto ma ora lo è diventato e, siccome lui questo scritto lo ha già letto nei miei pensieri prima che venisse stampato sul notiziario, sono sicuro ne sarà contento.
                                                                                                                            Col Maurizio TRENTIN

Ero allora Capitano dell’Aeronautica Militare in servizio presso lo Jagdbombergeschwader 38 della Luftwaffe; nel 1992, assieme ai colleghi di stormo tedeschi ci recammo per servizio a Preschen, un paesino ai confini con la Polonia dove allora c’era l’unico aeroporto militare dell’ex DDR sede di velivoli MIG-29: lo Jagdgeshwader (JG) 3. Ricordo l’effetto che ebbi la prima volta che vidi questo tipo di velivoli, così diversi da quelli con cui sino allora avevo avuto abitualmente a che fare: l’imponenza e le dimensioni spropositate dei motori rispetto alla cellula suscitavano immediatamente una impressione di potenza mentre l’aspetto del velivolo – specie quando parcheggiato in una piazzola isolata in mezzo al bosco oppure dentro uno shelter spartano composto da enormi cubi di cemento sovrapposti attorniati da variegati terrapieni di rinforzo – incuteva una sorta di timore/rispetto perché chiaramente progettato per essere pronto alla battaglia. Di tutto ciò ne ebbi presto conferma quando piloti e specialisti, addestrati in Russia e che parlavano correntemente il russo, ci mostrarono le tecniche di combattimento contro velivoli occidentali ed i sistemi di armamento di bordo di cui erano dotati i loro MIG-29, dei quali ne andavano giustamente fieri.  Ne avevano 24 di Fulcrum, 20 monoposto MIG-29A e 4 trainer MIG-29UB, ricevuti a partire dal 1988 (il 604 rosso della foto era arrivato nel 1988).
Ciò che allora non immaginavo era che l’anno successivo, cioè ad agosto del 1993, sarei andato rischierato a Decimomannu per attività di valutazione ed addestramento con una ventina di Tornado dello stormo cui appartenevo ed una decina di quei MIG-29 che nel frattempo avevano ricevuto colorazione e matricole della Germania occidentale (il 604 rosso era diventato 29+01).

Nel corso delle tre settimane che trascorsi a Decimomannu nel corso dell’intensa attività di volo del mattino e del pomeriggio ricordo che si verificò solo un ground abort da parte di un MIG-29 a causa del mancato bloccaggio in chiusura del tettuccio prima del volo: un paio di martellate nei punti giusti ed il velivolo era pronto per la slot del pomeriggio; così erano questi velivoli, spartani, efficaci e sempre pronti al loro lavoro. I vicini Tornado mi sembravano invece un po’ come le “prime donne”: bisognose di rispetto e molte attenzioni, con gli ultimi ritrovati della moda e con i loro tempi quando si tratta di uscire.
Io poi ritornai a prestare servizio in Aeronautica Militare e quei 23 MIG-29 (uno dei 24 andò perso in un incidente di volo nel 1996) continuarono a farsi onore nelle file della Luftwaffe presso lo JG-73 di Laage spesso confrontandosi in voli di addestramento al combattimento come avversari di velivoli NATO. La Luftwaffe però aveva difficoltà logistiche e manutentive con questi velivoli di standard così diverso da quelli occidentali ed allora, con l’entrata in servizio nei propri ranghi dell’Eurofighter, se ne “liberò onorevolmente” vendendoli al prezzo simbolico di 1 Euro ciascuno alla Polonia, trattenendone però uno per il suo museo storico (analogo a quello che per l’AMI è a Vigna di Valle) che si trova a Berlin-Gatow.

L’ultimo dei 22 MIG-29 lasciò Laage il 4 agosto 2004 ed atterrò a Bydgoszcz in Polonia, dove l’aeronautica militare polacca ha un centro di manutenzione simile all’RMV; i velivoli furono sottoposti alle necessarie attività di riconfigurazione e manutenzione, ricevettero una nuova livrea e successivamente inglobati nel 41 ELT in Malbork.  All’esemplare prima 604 rosso, poi 29+01, fu assegnato il numero 4116 rosso.

Da allora l’aeronautica militare polacca ha mantenuto in servizio attivo questi velivoli aggiornandoli allo standard NATO negli apparati di comunicazione ed integrandoli efficacemente nella catena della difesa aerea del paese.
Ora però l’Ucraina ha sempre più necessità di ricevere velocemente supporto in materia di armamenti aeronautici e la Polonia si è dichiarata disponibile a consegnare all’Ucraina ulteriori 14 di questi 22 MIG-29 ancora operativi (8 già erano stati trasferiti in precedenza). Il 14 aprile 2023 il ministero della difesa tedesco ha autorizzato questo trasferimento.
A breve pertanto 14 di questi velivoli cambieranno di nuovo livrea (e numerazione) per essere impiegati dalla quarta diversa nazione e stavolta con compiti che quasi sicuramente saranno di attacco al suolo invece che di pura difesa aerea: in un ambiente saturo di difese e batterie antiaeree nemiche, con moderni SU-35 russi che costantemente pattugliano al alta quota il cielo con missili a lungo raggio, droni e satelliti da ricognizione non rimarrà altro che effettuare missioni a bassa quota per lanciare armi contro le postazioni avversarie tornando subito indietro. Probabilmente, si camufferanno anche, come trenta anni fa, in piazzole disperse in mezzo ai boschi o in shelter di fortuna.
Io invece, da quasi dieci anni sono stato radiato dalla forza armata ed osservo con nostalgia le ultime prodezze di queste possenti macchine.

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