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Un incontro “ravvicinato” e … altro

Circolo del 53

(di Umberto Formisano)

Erano gli anni, a partire dal 1957, quando il 13° Gruppo Caccia, cui ero stato assegnato con il grado di Tenente, prese sede a Cameri: vasto Aeroporto con la Torre di Controllo che tuttora esiste: con la lunga pista (17-35) e l’ampia area a destra di essa (guardando verso nord) e oltre vi era la Brigata Centauro dell’Esercito. Seguiva, sempre a destra il fiume Ticino che ci divideva dall’aeroporto civile di “La Malpensa”. Il lettore di questi ricordi, che è stato a Cameri, riterrà ovvio segnalare luoghi e strutture adiacenti all’Aeroporto, il Ticino e La Malpensa luoghi a lui ben noti ma, il motivo lo ritroverà nelle seguenti pagine.

A Cameri, in quegli anni aveva sede la 2° Aerobrigata Intercettori Diurni, dotata di Caccia a reazione F-86E “Sabre” sonico in picchiata verticale (Mack 1,02). 

L’attività era molto intensa, poiché era urgente, per i piloti, qualificarsi “Pronti al Combattimento”, per le missioni aria-aria ed aria-terra: qualificazioni da conseguirsi presso il C.A.T. (Centro Addestramento Tiro) situato nell’Aeroporto di Brindisi. Le missioni aria-aria si svolgevano al largo del litorale del mare Jonio (Tra Taranto e Gallipoli) e le missioni aria-terra sul Poligono di Punta della Contessa (Brindisi). Perciò, piloti, aerei e personale tecnico si dovevano schierare a Brindisi per lo specifico addestramento (così come era per tutti i Reparti Caccia dell’A.M.) dato che non era ancora attivo il Poligono di Decimomannu (Sardegna).

Ecco la necessità di allenarsi a Cameri, per le missioni aria-terra allo scopo di rimanere a Brindisi il minor tempo possibile. Pertanto fu allestito a destra della pista di Cameri (lato est) un Poligono Aria-Terra. Le missioni con quattro F-86E, eseguivano l’attacco al suolo con l’impiego del collimatore di bordo e la cinemitragliatrice. Si effettuava un circuito rettangolare con prua nord per l’attacco e virata a sinistra per un sottovento parallelo alla pista. Lo scrivente era già qualificato Istruttore di Tiro e Tattiche al C.A.T. e, quindi, spesso ero Capo Formazione per il suddetto addestramento.

Un giorno, dopo l’attacco e la cabrata a sinistra per il sottovento, mi accorgo che ero sotto la pancia di un grosso aereo passeggeri decollato da La Malpensa, così vicino per ver visto, persino, lo spacco della vite di un bullone, dovetti tirare bruscamente a me la cloche per evitarlo! In sintesi, il Comando dell’Aerobrigata, protestando per il mancato grave incidente con il Direttore de La Malpensa, apprese che i piloti civili non erano stati informati che decollando verso sud, avrebbero sorvolato l’Aeroporto di Cameri. La prova che la suddetta disinformazione ai piloti civili che operavano da e per La Malpensa persisteva l’avemmo alcuni giorni seguenti, con un aereo passeggeri, diretto alla Malpensa, che atterrò a Cameri! Immantinente il Comandante della Aerobrigata, di persona, catturò il quadrimotore, con il personale armato, vietandone il decollo e provocando un immane problema all’Aviazione Civile!

Cos’altro ricordo di Cameri? Ricordo che negli anni che seguirono, ero spesso al C.A.T. per l’addestramento di tutti i piloti al tiro aereo; a tal riguardo allego una foto di quel periodo nella quale sono ritratto dopo un volo con il mio amato F-86E “Sabre” insieme al gruppo degli Specialisti, necessari per l’attività: il Capo Velivolo, gli armieri per montare i nastri di proiettili (cal. 12,7 mm) alle due mitragliatrici, il fotografo per le cinemitragliatrici. Non ricordo i nomi di tutti: soltanto Mario Coppola (in piedi alla destra) ma, sono sicuro che il mio caro amico Raffaele DI MARSILIO, saprà individuarli tutti.

Ci sono, inoltre, altri ricordi che vanno riportati! Il 13° aveva sede nella palazzina che si trova alla sinistra dell’Hangar ove avvengono i nostri Raduni Annuali. In quegli anni, c’era il Servizio Obbligatorio militare, per cui avevamo un Aviere calabrese, al quale insegnammo l’uso del telefono, avendone timore di rispondere alle chiamate! Lo istruimmo e si rese utile. Il sottoscritto, avendone l’autorizzazione, lo portava in volo con il P 148, biposto ad elica; l’Aviere subito imparò, dopo un paio di voli, il volo livellato e andavamo sul lago, a nord di Novara. L’Aviere, intanto, si era fidanzato con una ragazza novarese; lo comunicò alla famiglia, dicendo che, dopo il congedo sarebbe ritornato a Novara per sempre! Fatto, questo, di integrazione sociale ma il servizio di leva, molti anni dopo fu eliminato.

Ricordo, vivamente, il carissimo Umberto GAMBINI, compagno d’Accademia e poi nell’U.S.A.F. su F-86F “Sabre” e assegnato, nello stesso periodo al 13° Gruppo. Abitavamo, nella stessa Palazzina del Villaggio Azzurro di Veveri. Successivamente all’arrivo del 51° Stormo con gli F-104, lui divenne il Comandante del 21° Gruppo Caccia sull’F-!04.

Infine, ritengo sintomatico evidenziare quale fu la conseguenza dell’intensa attività aerea, anche di notte, con gli F-86E sulla cittadinanza Novarese e di quelle adiacenti all’aeroporto, che era stato attivo fino al 1945, ma dopo, nessun rumore di aerei da caccia, a reazione! Avvenne, perciò, evidente che i Novaresi ne erano infastiditi, ma compresero che la nostra attività era necessaria, anche frequentando l’Aeroporto, nel corso di cerimonie aperte al pubblico. Per cui incominciarono a guardarci di buon occhio e, perché no, anche le ragazze!

Concludo qui i miei ricordi su Cameri Aeroporto e sul 13° Gruppo Caccia e l’F-86E “Sabre”, aereo che rivedo spesso, e lo accarezzo, mentre i ricordi si riaccendono, presso il Museo Storico dell’A.M. nell’Aeroporto Militare di Vigna di Valle (Bracciano).

Sempre nel cuore, con i più cordiali saluti a tutti i Soci del “Circolo del 53”.

                            Gen. D.A. (c) Umberto FORMISANO

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